• Melania

Urban Interviews



Gibbo, Idea, Jilos, Nero, Matz, Tarma: 6 writers provenienti da tutta la Sardegna, compongono da tanti anni la SAF CREW, condividendo la stessa passione e lo stesso approccio verso il Writing. Un approccio che comprende rispetto per un codice di regole non scritte tipiche di quel mondo, rispetto degli spazi e uno studio costante del Lettering. Il loro obbiettivo principale è creare delle Hall of Fame con cui spesso e volentieri risollevano le sorti di luoghi poco valorizzati, rendendoli vivi e vivibili.

In questa intervista Idea racconta il mondo dei graffiti dalla sua prospettiva.


Bagamunda: Insieme ai componenti della tua crew, la SAF, dipingete da tanto tempo. Ti consideri uno dei veterani dei graffiti in Sardegna? Quando e com’è nata la tua passione per i graffiti?

Idea: Per quanto mi riguarda non mi considero un veterano dei graffiti in Sardegna. Infatti, il primo graffito in Sardegna è stato realizzato a Nuoro da Wave negli anni Ottanta mentre io ho iniziato a dipingere diverso tempo dopo. Tuttavia è sin da ragazzino che ho avuto una forte passione per l’arte e nello specifico per i graffiti, ma non sono mai andato oltre delle semplici bozze. Solo dai primi anni del 2000 ho iniziato a dedicarmi con maggiore assiduità a questa disciplina.



Bagamunda: IDEA, ogni tag ha una storia, un aneddoto di fondo… Qual è il tuo? Com’è nata la tua tag?

Idea: Prima avevo una tag diversa, però era troppo inflazionata, troppi writer avevano quel nome. Da lì ho cercato un nome diverso, meno presente sui muri e soprattutto che per me fosse significativo. Così nasce Idea, un nome che ha un forte significato, uguale sia in italiano che in inglese, comprensibile in tutto il mondo.



Bagamunda: E invece la crew? Raccontaci come avete iniziato e del vostro nome.

Idea: La SAF Crew, è presente sulla scena da oltre 10 anni, ma i suoi componenti sono attivi da molto tempo addietro. Alcuni di noi, infatti, dipingono dai primi anni Novanta. Posso dire che in linea di massima ci conoscevamo tutti, e avevamo avuto già rapporti artistici da diversi anni prima della nascita ufficiale della SAF. Il fatto di conoscerci e di stimarci a vicenda, sia sul piano artistico che personale, ci ha indotto a fondare la crew. Per quando riguarda il nome, ci tenevamo ad avere qualcosa che fosse inerente con il territorio che rappresentiamo; Saf infatti sta per Sardos Frades (fratelli sardi) e rappresenta 6 artisti provenienti da diversi angoli della Sardegna.



Bagamunda: I graffiti sono ancora una parte molto importante nelle vostre vite, ma crescendo c’è sempre la stessa adrenalina? Cosa sono oggi i graffiti per te?

Idea: Non so se l’adrenalina è sempre la stessa o maggiore, ma l’atteggiamento e la filosofia verso il Writing non sono cambiati. È difficile descrivere cosa sono esattamente per me i graffiti: è riduttivo chiamarla una semplice passione, è qualcosa di più. È una componente fondamentale nella mia vita, che caratterizza la mia routine quotidiana e che mi fa essere un osservatore attento del contesto in cui vivo, con uno sguardo e un approccio differente a ciò che ci circonda.



Bagamunda: Quali sono stati (o sono tuttora) i writers e gli stili che ti hanno ispirato?

Idea: Ho sempre guardato con interesse alla vecchia scuola newyorkese. Il loro lavoro ha condizionato non solo il mio lavoro, ma intere generazioni di writers in tutto il mondo. Alcuni di loro come Dondi, Seen, Zephir rappresentano la storia e dei modelli intramontabili per la cultura dei graffiti. Tuttavia, non voglio trascurare alcuni writers europei che continuo ad apprezzare giorno dopo giorno, come Atom, Dare, Bates.



Bagamunda: Come vedi l’attuale scena sarda dei Graffiti? Cos’ha di diverso rispetto ai tuoi/vostri inizi?

Idea: Nonostante i pochi abitanti dell’isola e l’insularità, in Sardegna ci sono diversi talenti che si difendono bene e che producono pezzi molto interessanti e competitivi anche al di fuori del contesto nazionale.

Probabilmente, rispetto a qualche anno fa, ci sono meno writers; le nuove generazioni non sembrano particolarmente interessate ai graffiti. A parte rare eccezioni, sono sempre meno i giovani che si dedicano a questa disciplina nell’isola.


Bagamunda: Ci sono poche ragazze in Sardegna e in generale che fanno parte del mondo dei Graffiti, come mai secondo te?

Idea: Ad essere sincero non so perché ci siano poche donne nel mondo dei graffiti, probabilmente è un problema culturale. In linea di massima i graffiti sono sempre stati considerati in maniera negativa, più vicini al vandalismo che all’arte e correlati a situazioni pericolose. Questo potrebbe essere un deterrente per alcuni artisti, anche di sesso femminile, e considerato inopportuno o sconveniente nell’attuale contesto culturale, sociale e professionale.



Bagamunda: Ma tu dipingi anche su tela non solo sui muri… Raccontaci anche di questa tua esperienza. Quando hai iniziato?

Idea: Ho sempre disegnato su carta con particolare costanza, però difficilmente andavo oltre, se non per fare graffiti. Dal 2012/2013 ho iniziato a dipingere in maniera più assidua su superfici diverse dal muro, principalmente per cercare stimoli nuovi a quello che facevo normalmente. L’astrazione della pittura e la percezione del colore sono dei temi che mi hanno sempre affascinato e che da diversi anni cerco di approfondire e portare a livelli sempre più alti, in parallelo ai graffiti. Dipingere è sempre un’esperienza interessante che porta alla riflessione e alla ricerca di sè stessi.



Bagamunda: Come progetti le tue opere e quali tecniche preferisci?

Idea: Non ho un modo standard di progettare i miei pezzi, a volte faccio prima un bozzetto su carta, altre è puro freestyle. In ogni caso non mi piace riprodurre in maniera troppo fedele una bozza, in particolare per quanto riguarda le forme. Dipingere è un atto d’istinto e come tale mi piace poter variare o cambiare la mia idea iniziale in base al sentimento del momento ed ottenere magari un risultato inaspettato.



Bagamunda: Terminiamo tornando al mondo dei graffiti… Quanto e come possono essere importanti a livello sociale?

Idea: I graffiti sono sempre stati un fenomeno sociale importante. Perché un esercito di persone esce ogni giorno con spray e tinta per le strade? Cosa li spinge a scrivere il proprio nome? Io penso che questo fenomeno artistico, spesso considerato in maniera riduttiva come un atto vandalico, debba essere ancora ben inquadrato e studiato a fondo. Sono ormai decenni che i graffiti sono presenti in tutto il mondo e ciò non accenna a fermarsi, anzi si evolve in continuazione. Costituiscono uno specchio della società in cui viviamo e, che piacciano oppure no, rendono tanti luoghi culturalmente più interessanti e li valorizzano, rappresentando una forma d’arte più autentica e reale di tante altre. Inoltre, come tutte le espressioni artistiche, sono un’occasione preziosa di crescita, di confronto, di circolazione di bellezza e di cultura.



Ringrazio Idea per questa preziosa testimonianza così diretta e sincera! Un saluto Bagamundusu, e se volete stare aggiornati sulle sue opere e quelle della Saf Crew potete seguire Idea e gli altri sui social

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Presto ci sarà un nuovo tour in cui vi racconterò di tutta la crew!

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Alla prossima Urban Interview!

Melania


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