{"id":771,"date":"2022-01-28T11:59:23","date_gmt":"2022-01-28T10:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bagamunda.com\/?p=771"},"modified":"2022-01-28T11:59:42","modified_gmt":"2022-01-28T10:59:42","slug":"books-reviews-the-faith-of-graffiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/books-reviews-the-faith-of-graffiti\/","title":{"rendered":"Books Reviews ~ &#8220;The Faith of Graffiti&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"740\" height=\"740\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/graffiti.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-772\" srcset=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/graffiti.webp 740w, https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/graffiti-600x600.webp 600w, https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/graffiti-180x180.webp 180w\" sizes=\"(max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni tanto mi viene chiesto <strong>quali possano essere dei testi utili per saperne di pi\u00f9 sulla street art e i graffiti<\/strong>, che non siano solo raccolte fotografiche, anch\u2019esse preziose ovviamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Uno dei primi testi che nomino di solito e su cui io stessa mi sono imbattuta nelle mie prime ricerche \u00e8 <em>The Faith of Graffiti<\/em> con i testi di Norman Mailer e gli scatti di Jon Naar.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo sia davvero un must. Innanzitutto perch\u00e9 rappresenta uno dei primi testi pubblicati sul tema e proprio per il modo in cui viene affrontato, ossia dall\u2019interno. Dall\u2019unione di quei due contributi vien fuori infatti una grandiosa testimonianza diretta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il saggio, pubblicato nel 1974, non a caso venne accolto dalla critica con sentimenti contrastanti, dal momento che poneva di fronte agli occhi di tutti un punto di vista assolutamente diverso da quello diffuso allora. The Faith of Graffiti esplorando le implicazioni sociali e politiche offre lo spunto per andare oltre il rifiuto e l\u2019incomprensione totale verso quei pasticci e chi li produce imbrattando la citt\u00e0 e le metro, rendendole poco sicure, dando quindi per scontato <strong><em>l\u2019assioma graffiti-vandalismo-criminalit\u00e0<\/em><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mailer osa invece fare dei paragoni con grandi pittori della storia dell\u2019arte, da Giotto a Raffaello, e ponendosi egli stesso degli interrogativi che fino ad allora nessuno aveva azzardato sollevare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Naar e Mailer si mettono in gioco in prima persona: uno girovaga per le strade di New York, in particolare nelle periferie, il Bronx, Harlem e non solo, immortalando i volti e le azioni dei giovanissimi writers pionieri del movimento; l\u2019altro parla con loro e riporta le loro testimonianze di vita difficile e spericolata, arrivando persino ad intervistare il sindaco di New York, John Lindsay, proprio quando la sua guerra ai Graffiti aveva raggiunto il massimo livello.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La riflessione che unisce i 5 capitoli scritti da Mailer intervallati dagli scatti ineguagliabili di Naar \u00e8 pi\u00f9 una domanda che cerca costantemente risposta: cosa significa La Fede dei Graffiti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Di seguito la descrizione dell&#8217;intera opera fino alle conclusioni che Mailer riusc\u00ec a trarre attraverso le sue considerazioni e ricerche sul campo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso un personaggio inventato, l\u2019Investigatore estetico, Mailer conduce il saggio cercando di offrire in questo modo maggiore oggettivit\u00e0 alla sua indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel primo capitolo, dopo aver paragonato la notoriet\u00e0 di alcuni writers, pionieri del mondo dei graffiti in particolare quelli realizzati nelle metro, a quella di Giotto al suo tempo tra le botteghe degli artisti, inizia l\u2019intervista a 4 giovani graffittari. Per intervistarli si erano riuniti a casa di uno di loro, JUNIOR 161, dove 161 stava proprio per 161\u00b0 strada a Washington Heights dove lui e CAY 161 vivevano e avevano iniziato a scrivere. Gli altri due writers che Mailer incontra erano LIL\u2019FLAME e LURK. Fin da subito i ragazzi nel raccontare la loro attivit\u00e0 trasgressiva di dipingere sui muri i loro nickname concentrano il discorso sul NOME, su quanto sia importante ricoprire tutta la citt\u00e0 col proprio nome, essere ovunque, a partire dal proprio territorio fino a conquistare tutta la metropoli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019intervista ai ragazzi avviene alla fine del 1973<\/strong>, \u00e8 una domenica pomeriggio di Dicembre manca poco a Natale, sei mesi dopo che CAY 161, appena diciassettenne, ebbe un grave incidente: durante una fuga dalla polizia su un van rubato fin\u00ec fuori strada schiantandosi contro un idrante. L\u2019amico che si trovava sul van con lui si ruppe una gamba e CAY ebbe gravi danni al cranio, dovette subire sette interventi per salvare le sue capacit\u00e0 cerebrali; ora pu\u00f2 di nuovo parlare e muoversi zoppicando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni lui e JUNIOR 161 sono stati inseparabili graffittari, disegnando 4 o 5 tag al giorno, CAY col pennarello rosso, mentre Junior preferiva il blu. All\u2019Investigatore estetico raccontano poi di come avevano cominciato ad alzare l\u2019asticella della difficolt\u00e0 scrivendo i loro nomi in modo sempre pi\u00f9 elaborato e soprattutto in punti strategici che dovevano suscitare la curiosit\u00e0 dei passanti tanto da fargli chiedere come fossero riusciti ad arrivare fin lass\u00f9 o a realizzare qualcosa di cos\u00ec grande senza farsi beccare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scopo era quindi dichiaratamente attirare l\u2019attenzione,<\/strong> essere fautori di qualcosa di nuovo che gli adulti non avrebbero potuto non notare dato che ricopriva tutta la citt\u00e0, ogni singolo centimetro delle metro e dei treni, e comunicare il <strong>disagio sociale che attraversava l\u2019intera metropoli<\/strong>, non solo le periferie. <strong>La New York di quel periodo fu paragonata a una delle citt\u00e0 europee bombardate durante la seconda guerra mondiale<\/strong>, <strong>stava cadendo a pezzi<\/strong>, letteralmente. Interi palazzi trascurati a tal punto da crollare da un giorno all\u2019altro, povert\u00e0 dovuta alla crisi economica, sovraffollamento, disoccupazione, differenze sociali acuivano il malcontento e l\u2019insoddisfazione generale. I graffiti erano per i ragazzi lo specchio di ci\u00f2 che stavano vivendo, emarginazione e mancanza di prospettive per il loro futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I graffiti davano loro speranza, e crearsi un nome era tutto per loro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Persino se per farlo erano costretti a rubare le vernici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Investigatore estetico nel secondo capitolo affronta un altro aspetto complicato della vita dei giovani writers. Se venivi beccato, racconta uno di loro noto come HITLER 2, non solo potevi essere picchiato dagli agenti della Polizia Ferroviaria, ovviamente arrestato e processato, ma soprattutto rischiavi di subire la pi\u00f9 grande umiliazione, quella di dover pulire i treni cancellando le tag fatte da altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un po\u2019 \u201ccome se Cezanne fosse stato obbligato a cancellare dei lavori di Van Gogh\u201d, scrive Mailer facendo un altro paragone a dir poco provocatorio.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi vigeva il terrore tra i ragazzi, che comunque non smettevano ne\u2019 di dipingere ne\u2019 di procurarsi in ogni modo i mezzi per farlo. <strong>\u201cC\u2019\u00e8 dell\u2019arte anche in un atto criminale\u201d, afferma l\u2019Investigatore estetico.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si arriv\u00f2 al punto che i pi\u00f9 giovani che si aggiravano nelle metro con uno zaino dovevano mostrarne il contenuto ai poliziotti e se all\u2019interno trovavano delle bombolette spray queste dovevano essere rigorosamente intonse e sigillate per evitare di essere multati o puniti. Ovviamente \u201cse la tua carnagione era scura era garantito che saresti stato perquisito a priori dalle autorit\u00e0\u201d. I controlli si inasprirono in particolare nelle ore notturne quando i ragazzi trovando dei punti da cui intrufolarsi, si recavano presso i capolinea dove i vagoni, fermi \u201ccome grandi balene silenziose o come dinosauri a riposo\u201d, venivano depositati in attesa di riprendere a viaggiare. Avendo realizzato che una delle qualit\u00e0 migliori per diventare writers era quella di saper correre veloci, si opt\u00f2 per l\u2019utilizzo dei cani, che compensavano la vista limitata in notturna con l\u2019udito e il fiuto sensibili, e la capacit\u00e0 di inseguire e catturare le prede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I ragazzi venivano braccati, ma pi\u00f9 aumentavano i rischi pi\u00f9 aumentava il fascino e l\u2019attrazione verso qualcosa di proibito, e pi\u00f9 si ripulivano i treni pi\u00f9 questi divenivano tele bianche su cui dipingere nuovamente pezzi sempre pi\u00f9 grandi ed elaborati che potessero mostrare viaggiando da nord a sud e da est a ovest il proprio nome.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il \u201cfoliage di graffiti\u201d che ricopriva i treni e le metro, ormai completamente, era gi\u00e0 chiara allora la regola non scritta del nessuno copre nessuno, quindi si cercavano sempre nuovi spazi dove andare a lasciare la propria traccia, andando a ricoprire persino i finestrini dei vagoni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo altri due gravi incidenti mortali in cui un ragazzo fu investito da un treno della metro e un altro rimase rinchiuso in un vagone che si incendi\u00f2 a causa del materiale infiammabile delle bombolette, il movimento sembrava giunto ad una fine. \u201cL\u2019inquinamento per gli occhi\u201d dovuto ai graffiti, come lo aveva definito il presidente del consiglio comunale Sanford Garelik, sembrava destinato ad estinguersi. <strong>Niente di pi\u00f9 inverosimile.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un capitolo dedicato interamente alla riflessione artistica tramite una visita al MoMA, durante la quale l\u2019investigatore estetico si domanda cosa sia l\u2019arte, chi decida ci\u00f2 che va\u2019 custodito e mostrato in un museo, e si domanda se tra quell\u2019arte e quella in strada ci siano delle affinit\u00e0; nel quarto capitolo viene riportata <strong>l\u2019intervista di Mailer al sindaco in carica Lindsay, agguerrito oppositore dei graffiti.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domenica successiva all\u2019incontro con CAY 161 e i suoi amici, avviene l\u2019incontro nella Gracie Mansion, esempio di classica abitazione federale risalente al 1799 tradizionale residenza del sindaco, nell\u2019Upper East Side di Manhattan. Lindasy aveva appena festeggiato con un party il suo ottavo anno di mandato e ricevette Mailer accompagnato dal segretario del suo ufficio stampa, Tom Morgan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci\u00f2 che venne fuori dall\u2019intervista fu qualcosa che era gi\u00e0 abbastanza chiara: Lindsay aveva da una parte portato avanti un programma per promuovere maggiore indipendenza governativa e opportunit\u00e0 per gli abitanti dei ghetti, ma dall\u2019altra parte aveva sostenuto gli interessi delle pi\u00f9 potenti agenzie immobiliari della citt\u00e0. Risale a quel periodo quella che viene definita \u201cl\u2019architettura pi\u00f9 brutta nella storia di New York\u201d, paragonandola allo scempio estetico di Cleveland o Dallas.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Newyorkesi lo odiavano per la sua difesa dei ghetti, tanto che racconta Mailer, qualsiasi tassista lamentava \u201cSe avessi voluto un sindaco nero avrei votato per un nero\u201d, parlando con i turisti a bordo delle loro auto. Lindsay allora quasi per compensare quelle sue scelte dovette dare ascolto alla popolazione, a detta sua, nell\u2019opporsi saldamente ai graffiti. <strong>Codardi insicuri era il modo in cui parlava dei ragazzini che andavano imbrattando la citt\u00e0. La gente si lamenta con me, vogliono treni puliti e ordinati e sentirsi al sicuro. Le persona pagano le tasse per avere i trasporti pubblici, \u00e8 un loro diritto e io devo ascoltarli. E nonostante l\u2019affermazione di Claes Oldenburg in cui sosteneva che \u201cle stazioni grigie venissero ravvivate dai graffiti come un bouquet di fiori dell\u2019America Latina\u201d, Lindsay non si faceva intenerire nella sua solida reazione al movimento continuando a definirlo DETURPAZIONE.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una volta finita la conversazione e abbandonata la casa del sindaco Mailer inizi\u00f2 a chiedersi se a parti inverse sarebbe stato in grado di difendere i graffiti.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Forse sarebbe stato complicato anche per lui, complicato come arrivare a far considerare i graffiti come arte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul significato e la definizione di arte l\u2019Investigatore estetico si interroga ancora nel capitolo 5. Cerca di darsi e dare al lettore delle risposte su cosa e chi possa VALIDARE le espressioni artistiche apportando vari esempi di ci\u00f2 che \u00e8 stato finora considerato arte. Tra queste persino una performance del 1971 a dir poco estrema di Chris Burden nella quale si faceva sparare addosso con un fucile calibro 22 davanti ad un pubblico che non poteva intervenire in alcun modo. Risultato: il tiratore inesperto lo colp\u00ec al braccio sinistro rischiando di ucciderlo. Il tutto ripreso da un telecamera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E\u2019 arte questa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mailer allora conclude affermando che i graffiti come tante altre forme d\u2019arte, sono il riflesso dell\u2019umanit\u00e0, o meglio di ci\u00f2 che sta accadendo all\u2019umanit\u00e0 che si sta trasformando in barbarie incivile, in una macchina universale per creare uomini senza identit\u00e0, una massa informe di esseri viventi tutti uguali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si tratta di gridare il proprio ego attraverso la citt\u00e0, un urlo primordiale, che riparte dalle lettere dalla calligrafia per rientrare in contatto con il vero senso profondo dell\u2019esistenza, un desiderio di resistenza nei confronti del sistema sociale omologante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per concludere<\/strong> faccio un balzo indietro al punto in cui Mailer spiega che il saggio inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi <strong><em>Watching My name Go by<\/em><\/strong>, ma dopo le ricerche, le riflessioni e soprattutto dopo essere entrato in contato diretto coi Graffiti e con i suoi autori il titolo diventa The Faith of Graffiti che rende l\u2019idea di quanto creare graffiti sia si\u2019 autoreferenziale osservando il proprio nome viaggiare per la citt\u00e0 traendone immersa soddisfazione, ma era anche un\u2019esigenza, un credo, qualcosa che dava ai writers&nbsp; dipendenza, liberazione e speranza allo stesso tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"773\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-61.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-773\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"774\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-62.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-774\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"775\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-63.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-775\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"776\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-64.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-776\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"777\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-65.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-777\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"778\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-66.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-778\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" data-id=\"779\" src=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/file-67.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-779\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al prossimo articolo! <\/strong>\ud83d\ude0a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Melania<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto: M. Garau<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/blog\/hashtags\/booksreviews\">#booksreviews<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/blog\/hashtags\/graffiti\">#graffiti<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.bagamunda.com\/blog\/hashtags\/streetart\">#streetart<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto mi viene chiesto quali possano essere dei testi utili per saperne di pi\u00f9 sulla street art e i graffiti, che non siano solo raccolte fotografiche, anch\u2019esse preziose ovviamente.&nbsp; Uno dei primi testi che nomino di solito e su cui io stessa mi sono imbattuta nelle mie prime ricerche \u00e8 The Faith of Graffiti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[],"class_list":["post-771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-books-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/771","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=771"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/771\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":781,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/771\/revisions\/781"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bagamunda.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}